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Quanto sono responsabili i confessori davanti a Dio?

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  San Pio V diceva: «Dacci dei confessori idonei e sicuramente tutta la cristianità sarà riformata». Chi vuole essere un buon confessore deve, in primo luogo, considerare che l'ufficio del confessore è molto difficile e pericoloso, e che per la sua difficoltà e pericolosità il Concilio di Trento lo ha definito un ufficio da temere anche dagli angeli. «È estremamente difficile ascoltare le confessioni. Un sacerdote dovrà rendere conto a Dio di ogni confessione che ha ascoltato. Senza santità e senza cultura, il sacerdote mette in grave pericolo sia la sua anima che quella dei suoi penitenti. Anzi, sarebbe meglio che tale sacerdote non ascoltasse affatto le confessioni». Il sacerdote deve imparare ad ascoltare bene le confessioni - questo vale soprattutto per il suo ruolo di insegnante. Non sarà sufficiente che un confessore abbia semplicemente una conoscenza generale della teologia morale, ma richiede una buona comprensione della morale applicata e dei casi discussi nei manual...

QUANTO VALGONO LE NOSTRE LACRIME AGLI OCCHI DI DIO? (meditazioni tratti dai grandi santi e maestri di spirito)

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  «Cresca il fuoco del santo e smisurato desiderio, inebriato del sangue del Figliuolo di Dio; corriamo come affamati dell'onore Suo e della salute della creatura; arditamente togliamogli il legame col quale fu legato sul legno della Santissima Croce: leghiamogli le mani della Sua giustizia.  Ora è il tempo di gridare, di piangere, di dolersi: il tempo è nostro, perché è perseguitata la sposa di Cristo dai cristiani, falsi membri e putridi.  Ma Dio non disprezzerà le lacrime, sudori e sospiri dei servi suoi». Dalle “Lettere di S. Caterina da Siena”, lettera n. 137. §§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§ «La mia Misericordia è così infinita che opera prodigi, di cui solo nell’altra vita vedrete la forza e la forma, per conquistare il maggior numero di anime alla Risurrezione della carne in Cristo.  Io non voglio che voi, segnati del mio Nome, moriate in eterno. Io vi voglio risuscitare. Sono morto per potervi risuscitare. Ho spremuto il mio Sangue dalle mie carni come g...

ESORTO VIVAMENTE TUTTI ALLA LETTURA E ALLA MEDITAZIONE DI UNO DEI STRAORDINARI BRANI TRATTI DAI QUADERNI DI MARIA VALTORTA

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  Dice Gesù: «Si chiama “Festa di S. Croce”. Sarebbe meglio dire “Festa del Sacrificio”, perché sulla Croce c’è stato l’apoteosi del Sacrificio mio di Redentore. E dicendo: del sacrificio, si potrebbe dire “del Sangue”, perché sulla Croce ho finito di spargere il mio Sangue sino all’ultima goccia, sin quando esso non è già più sangue ma siero di sangue (Gv. 19,34): il trasudato estremo di un corpo che muore. Quanto sangue, Maria! E l’ho sparso da per tutto, per santificare tutto e tutti. Anche in questo mio soffrire e sanguinare in più luoghi è il suo perché, che voi non indagate ma che Io, per la festa della Croce (14 settembre), ti voglio rivelare. L’ho sparso nel Getsemani, orto e uliveto, per santificare la campagna e le opere della campagna. La campagna creata dal Padre mio con le sue messi, le sue viti, le sue piante da frutto, le sue pianticelle minori, ma tutte utili all’uomo e delle quali il Padre insegnò l’uso e la coltura, con soprannaturale insegnamento, ai primi uom...

PREGHIERE CONTRO LE ATTUALI ERESIE IDOLATRICHE, NEOARIANE E NEOMODERNISTE (dei servi di Dio Papa Benedetto XVI e Maria Valtorta)

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  Questa preghiera fu composta da Papa Benedetto XVI per la diocesi di Burgenland Eisenstadt, allo scopo di contrastare l'eresia neoariana, il disprezzo dell'evangelizzazione, il neoculto idolatrico, lo smantellamento della vera Chiesa e dei sacramenti del Battesimo, dell'Eucaristia e dell'Ordine del Sacerdozio.  Il vescovo di Eisenstadt, Ägidius Zsifkovics, nella sua prefazione all’Annuario del Burgenland, considerò questa preghiera come teologicamente scaltra e toccante.  Lo scritto di Benedetto XVI contiene elementi molto significativi anche in relazione al discusso testo dell' Instrumentum Laboris del Sinodo Amazzonico.   A seguire la straordinaria e potente preghiera di Benedetto XVI: Benedictus XVI Papa emeritus Signore Gesù Cristo, sono passati più di 1900 anni da quando Tu, il Verbo eterno di Dio, sei entrato nel tempo e Ti sei fatto carne – Ti sei fatto uomo. Non hai dismesso la Tua natura umana come un vestito dopo averla assunta per poco tempo. N...

O VERGINE, PER LA TUA BENEDIZIONE È BENEDETTA OGNI CREATURA!

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  Cielo, stelle, terra, fiumi, giorno, notte e tutte le creature che sono sottoposte al potere dell'uomo o disposte per la sua utilità si rallegrano, o Signora, di essere stati per mezzo tuo in certo modo risuscitati allo splendore che avevano perduto, e di avere ricevuto una grazia nuova inesprimibile. Erano tutte come morte le cose, poiché avevano perduto la dignità originale alla quale erano state destinate. Loro fine era di servire al dominio o alle necessità delle creature cui spetta di elevare la lode a Dio. Erano schiacciate dall'oppressione e avevano perso vivezza per l'abuso di coloro che s'erano fatti servi degli idoli. Ma agli idoli non erano destinate. Ora invece, quasi risuscitate, si rallegrano di essere rette dal dominio e abbellire dall'uso degli uomini che lodano Dio. Hanno esultato come di una nuova e inestimabile grazia sentendo che Dio stesso, lo stesso loro Creatore non solo invisibilmente le regge dall'alto, ma anche, presente visibilmente ...

MEDITAZIONI DAL “TRATTATO DEGLI SCRUPOLI DI COSCIENZA”

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  Da “Il giorno santificato” del Padre Liborio Siniscalchi sj, Venezia 1797, Parte I, cap. XI, “Degli Scrupoli”: «Lo Scrupolo, giusta la definizione dei Casisti, altro non è che una vana apprensione, da cui nasce un'ansia ed un timore di aver commesso colpa ove colpa non è. Un tale stato di coscienza scrupolosa è una vera malattia dell'anima, e talora Iddio la permette ad alcuni per purga dei loro falli e per esercizio di pazienza. E siccome le malattie del corpo prese con conformità al divino volere sono assai meritorie, così queste interne ambasce prese con rassegnazione e pazienza possono essere di merito. Tuttavia, ove l'anima non sappia ben guidarsi negli scrupoli, ed ove non adoperi quei mezzi che insegnano i Maestri di spirito, recano comunemente molti danni. Poiché gli scrupoli: I. tolgono la pace interna e la fiducia in Dio, facendo credere all’uomo che stia sempre in disgrazia del Signore; II. impediscono l’uso frequente delle Comunioni per l’apprens...