“È più facile conoscere Dio che conoscere la nostra propria anima” – Beata Giuliana di Norwich



Beata Giuliana di Norwich (1342-1416), mistica, asceta, reclusa e teologa britannica del XIV secolo è commemorata nella Chiesa Cattolica e Anglicana.

Le “Rivelazioni dell’Amor Divinoè una antichissima opera mistico-teologica che include 16 visioni mistiche che la beata ricevette nella primavera (maggio) del 1373, durante una grave malattia che la riduce in fin di vita (poi miracolosamente guarita), e successivamente scritte e riportate in questa opera dalla stessa serva di Dio.

Qui viene riportato fedelmente il capitolo LVI in cui esorta ad approfondire la conoscenza della propria anima mediante la conoscenza di Dio Padre, perché solo l’Altissimo in quanto Creatore conosce la nostra anima meglio di quanto noi conosciamo noi stessi, e solo Lui può illuminarci su tale conoscenza e a vegliare sui nostri moti interiori.

A seguire l’intero capitolo LVI (tutto da meditare) della straordinaria opera della Beata Giuliana di Norwich:

 

«È più facile conoscere Dio che conoscere la nostra propria anima: perché Dio è più vicino a noi di quanto lo sia l'anima nostra; perciò, se vogliamo conoscerla dobbiamo ricercarla in Dio.

E perciò compresi che è più facile per noi di giungere alla conoscenza di Dio che non a quella dell'anima nostra. Perché l'anima nostra è cosi profondamente radicata in Dio e cosi infinitamente e gelosamente custodita che non potremo mai giungere a conoscerla se non abbiamo prima acquistato una profonda conoscenza di Dio che ne è il Creatore ed al quale essa è strettamente unita. però compresi che dobbiamo desiderare saggiamente e sinceramente di conoscere la nostra propria Anima; onde ci viene insegnato di ricercarla colà ove si trova, ossia in Dio. Così mediante la guida benigna dello Spirito Santo, noi li conosceremo entrambi contemporaneamente. E l'impulso di ricercare la conoscenza di Dio e quello di ricercare la conoscenza dell'anima nostra, sono entrambi impulsi buoni e giusti.

Dio è più vicino a noi della stessa Anima nostra, perché Egli è la Base su cui giace e poggia l'anima nostra, ed è il Legame che congiunge in modo indissolubile la Sostanza e la Sensualità. L'anima nostra risiede in Dio nell'assoluto riposo, l'anima nostra risiede in Dio nella forza assoluta ed ha le sue profonde radici in Dio nell'eterno Suo amore; quindi, se vogliamo conoscere l'anima nostra ed entrare con essa in rapporti intimi e tenerezze famigliari ci conviene ricercarla in Nostro Signore, nel quale è racchiusa. Su questa dolce prigionia ebbi maggiori schiarimenti nella Sedicesima Rivelazione che narrerò più innanzi.

La nostra Sostanza e la nostra Sensualità unite, possono chiamarsi con ragione, la nostra Anima e ciò per virtù della loro unione perfetta in Dio. La Città gloriosa, nella quale risiede Nostro Signore Gesù Cristo, è la nostra Sensualità, nella quale Egli è racchiuso; e la nostra Umana Sostanza è racchiusa in Gesù, con la benedetta Anima di Cristo, e risiede in pace nella Divinità.

Compresi inoltre, che ci conviene attendere e soffrire fino all'ora in cui saremo così profondamente addentro nei misteri di Dio, da conoscere perfettamente anche l'anima nostra. Vidi che Nostro Signore Stesso ci serve da guida per condurci a questa somma profondità, spinto dallo stesso amore che ci trasse dal nulla e poi ci riscattò con la Misericordia e la Grazia per virtù della Sua benedetta Passione.

Eppure, nonostante tutte queste cose, noi non potremo mai giungere alla conoscenza perfetta di Dio, se prima non possediamo una chiara conoscenza dell'anima nostra. Perché fino all'ora in cui l'anima nostra non acquisterà la sua piena potestà, non potremo essere tutti perfettamente santi; e questo avverrà quando la nostra Sensualità, per virtù della Passione di Cristo, sarà innalzata fino alla Sostanza e raccoglierà tutti i meriti delle sue tribolazioni, che Nostro Signore, con la Sua Misericordia e la Sua Grazia, serba per lei in Cielo.

Esperimentai, io pure in parte, l'influenza di Dio sull'anima, e questa Influenza è basata sulla natura.

Ossia la nostra Ragione ha le sue basi in Dio, natura Sostanziale. Da questa Natura Sostanziale, sgorgano la Misericordia e la Grazia e si spandono in noi, trasformando ogni cosa in vista della nostra infinita gioia; esse formano la nostra Base e dànno impulso al nostro avanzamento verso la perfezione.

Queste sono le tre proprietà di un'unica Bontà; e dove una opera, operano pure le altre due nelle cose che sono ora di pertinenza nostra. Iddio vuole che noi comprendiamo questo e che desideriamo, con tutto il cuore e con tutte le nostre forze, di conoscere sempre meglio queste proprietà, fino all'ora in cui saremo giunti alla perfezione. La vista e la conoscenza perfetta di esse, rappresenta la gioia ed il gaudio infinito che sarà nostro soltanto in Cielo, e che Dio ci vuol far pregustare quaggiù rivelandoci il Suo Amore.

Con la sola Ragione noi non possiamo progredire; ci occorre possedere, insieme ad essa, la Percezione e l'Amore. E neppure potremmo essere salvi soltanto mercé l'umana Radice che abbiamo in Dio, se non abbiamo pure la Misericordia e la Grazia, che sgorgano dalla stessa Radice. Noi deriviamo tutta la nostra Bontà da questi tre doni operanti simultaneamente. I tre primi doni sono proprii della natura; poiché Iddio, creandoci, ci colmò di tutti i doni che solo il nostro Spirito poteva ricevere; ed anche di doni maggiori, ma la previdente saggezza che regge i Suoi eterni disegni, stabilì che noi fossimo composti di due parti: spirito e materia».

 

Fonte: “Rivelazioni dell’Amor Divino” di  Santa Giuliana di Norwich, di Maria De Luca, Società Editrice Internazionale di Torino, 1932, pp. 167-168-169-170.


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